A Dance With Dragons

Books/ Lettera aperta a Theon Greyjoy

Caro Theon,

ti chiamo col tuo nome perché sai bene quale sia il tuo nome, e non è quello che rima con una marea di cose tutte poco piacevoli (tranne il porro, quello è buono, però come quello là con cui rima ha un odore molto presente).
Vediamo di riassumere un po’ quest’esistenza disgraziata che hai avuto.

Nasci e passi l’infanzia in un posto di merda, nonostante sia sul mare, dimostrando che non è vero che la vicinanza al mare sia sinonimo di meraviglia. Il tuo popolo è costituito da una specie di pirati tutt’altro che gigioni come Jack Sparrow o Captain Hook, gente che fa dell’uccidere e depredare un vero e proprio mestiere, che rifiuta il vil denaro preferendo pagare l'”Iron price” (ovvero rubando dai cadaveri dei nemici uccisi) e che crede in una divinità annegata. Lo sport ufficiale dell’arcipelago non è la velocità come in Giamaica, ma è la finger dance, vale a dire lanciare asce e sperare di non rimetterci dita (come è successo ad uno dei tuoi zii, che dopo al dito ci ha rimesso le penne). Ciliegina sulla torta, non hai un famigliare e parente sano di capoccia a pagarlo oro (e anche a pagarlo tramite Iron price). Tuo padre Balon è un megalomane, i suoi fratelli sono uno più fulminato dell’altro, tranne Victarion che è però è un sottone privo di sense of humour e quindi subisce tutta sta pazzia facendosi un fegato che forse era meglio si fosse dato all’alcool come Robert Baratheon. I tuoi, di fratelli, a quanto pare non è che siano sta overdose di simpatia, dato che ti menano e ti perculano in quanto colpevole di esser un bambino timido e puccioso. Ti va bene che c’è tua sorella Asha a difenderti, però lei è un maschio mancato. Chi resta? Ah, sì tua madre. Alannys Harlaw sarebbe anche l’unica normale lì in mezzo, peccato che tuo padre sia appunto un megalomane e l’unica parvenza di calore umano sparisce dalla tua vita. Quel genio di Balon decide infatti di far sapere a tutta Westeros che non è vero che Robert Baratheon ce l’ha più lungo, viene mazzolato su tutti i fronti da Robert, da Ned Stark e soprattutto da Stannis the Mannis, i tuoi fratelli maggiori finiscono nel conteggio dei morti e tu, in quanto unico erede alla Seastone chair (niente possibilità di cambiare sesso a Westeros, ci spiace Asha, ma sei fuori dai giochi), finisci ostaggio di Ned Stark.

Già, in questo Maremoto di Nettuno di conseguenze nefaste, tuo padre passa i suoi giorni a ribollire sul suo trono di pietra, tua madre sbrocca e non si riacchiapperà più, e tu vieni portato in quel posto immaginato da Gigi d’Alessio quando parlava della neve che cadeva copiosa nelle domeniche di agosto. Che culo vero?
Uno penserebbe anche di sì, alla fine, perché ti ritrovi circondato dal pargolame Stark, di cui uno ha pressapoco la tua età e ti prende talmente in simpatia che finisci per considerarlo come tuo fratello, vieni istruito assieme a loro e sei libero di andartene a zonzo per il circondario di Winterfell (bordello incluso).
Fratello. Cioè. Più o meno. Per te Robb è un fratello. Lui mano a mano che passa il tempo ci tiene a ricordarti che non è così e che al massimo quello è Jon Snow. Che poi secondo quel cuor contento di Jon Snow Robb preferisca te a lui, è un altro discorso. Vai te a capire chi abbia ragione di voi due, senza aver modo di chiedere all’oggetto della contesa. Comunque, Robb più passa il tempo più sottolinea in maniera poco amabile il fatto che non siete parenti, non lo sarete mai e che sei figlio di un kraken malmostoso. Ma tu, che fin dall’infanzia si è capito sei un cuore di panna, gli vuoi bene a Robb, nonostante tutto.
Libero. Anche lì. Ti chiamano ward: paggio, scudiero, non ho idea di come sia stato tradotto, ma sei un ostaggio pronto a venir decapitato dal buon Ned appena tuo padre decida di ricordare a tutti che non solo i Targaryen sono i più matti. Tanto perché la cosa non ti sfugga mai di mente, ti tocca presenziare a tutte le esecuzioni che Ned fa porgendogli la spada e cercando pure di prenderla come se si trattasse di fargli da caddy in un campo da golf.
E Robb a parte, stai pure sul cazzo a tutti perché sorridi troppo in una landa dove la pesantezza è di casa (avrebbero dovuto prendere come ostaggio tuo zio Victarion, si sarebbe trovato bene).

Nessuna meraviglia che a confronto di tutta sta cupezza, di sta menata che l’inverno è alle porte e che gli Stark sono un po’ sinonimo di sfiga da un decennio, ti metta a ripensare a Pyke come ad un posto meraviglioso e ti crei una mitologia delle Iron Islands che potresti convincere turisti ignari a prenotare soggiorni di tre mesi minimo. E nessuna meraviglia che di fronte a questo continuo ricordarti che non sei uno Stark, che sei un ostaggio e titum e titera te la meni in tutte le salse di essere un Greyjoy Ironborn e figlio di Balon (di cui non ti ricordi granché, dopotutto eri a malapena decenne quando ti han portato sulla terraferma).

E non appena hai l’occasione per tornare da uomo libero nel luogo natio, sentirti finalmente a casa da qualche parte e voluto davvero bene, nell’ordine:
– ti rendi conto che le Iron Islands non somigliano alle Maldive ma neanche alle Shetland, sono proprio un posto dove di tua sponte non andresti mai, peggio solo Skagos;
– quel simpaticone sempre ciucco di tuo zio Aeron è diventato il sacerdote numero uno del Drowned God ed è preso a convertire anime come un Testimone di Geova. Soprattutto, ha tolto a Victarion l’unico primato che aveva ovvero l’essere il musone della famiglia;
– tuo padre è uno stronzo, non è per niente contento di vederti e se Ned Stark ti decapitava gli faceva un favore;
– tua sorella Asha, dopo averti fatto credere di volertela dare e averti fatto immediatamente dopo crollare la libido, è praticamente la vera erede di tutto il cucuzzaro, dato che mentre tu eri ospite con la data di scadenza a Winterfell si è fatta tutta la raccolta punti ed ha conquistato il patentino di true Ironborn.

Ora. Sei un ragazzo di vent’anni che a differenza di Jon Snow ha scelto di reagire alla sensazione perenne di non sentirsi appartenente a Winterfell nascondendosi dietro la maschera di figo strafottente e sciupafemmine. Hai passato un decennio circondato dalla famiglia del Mulino Bianco (ok, c’era quel piccolo particolare del figlio bastardo, ma vabeh) che, ti è stato ricordato in tutti i modi, non è la tua. Ti sei autoconvinto che prima o poi avresti trovato il tuo riscatto portando alto il nome della tua stirpe e diventando materiale da canzoni e poemi.

Ovvio che fai la cazzata di mandare a quel paese il tuo best friend forever/fratello e assecondare tuo padre.
Ovvio che fai la cazzata ancora più grossa di volergli dimostrare di esser degno del suo affetto e ti lanci in un’impresa stile Armata Brancaleone.
Ovvio che fra tutti i posti che potevi andare a invadere scegli Winterfell, perché vuoi dimostrare qualcosa anche agli Stark e perché vuoi che quel posto dove sei stato “ospite” per metà della tua vita ti appartenga veramente (e viceversa tu appartenga davvero a Winterfell).
Ovvio che nonostante tua sorella Asha cerchi di salvarti il culo (perché sarà selvatica, ma in fondo ti vuol bene) tu faccia la cazzata finale e ti metta nelle mani di uno che fa sembrare tutti i Greyjoy messi assieme dei sani di mente.

Tutto ciò che consegue è uno strazio su cui è meglio non indugiare troppo. Te la sei cercata? Indubbiamente sì. Te la sei meritata? No. Voglio dire, il mostro di Firenze, Rudolf Hoess, Breivik forse si meritano Ramsay Snow/Bolton. Forse. Lo so, lo sappiamo che tu la pensi diversamente, con la tua tendenza al melodramma che è uno dei tratti che ci fa più tenerezza e che grazie al tuo torturatore è a piede libero. E lo so che ci sono un sacco di persone che pensano che addirittura avresti dovuto subire di peggio. Gente che ti ha capito esattamente come gli Stark e tuo padre, insomma. Perché loro errori e cazzate mai, eh. E soprattutto, loro le han pagate perdendo falangi e ciò che ti rendeva per qualche secondo un eroe leggendario.
A Robb è andata di megalusso, manco a dirlo.

E quindi, caro Theon, secondo te, quanto non è stato catartico ed esaltante vederti emergere da questo mare di schifo e delusioni che è stata la tua esistenza finora? Quanto non si è fatto il tifo per te fin dall’inizio, perché tu potessi conquistare te stesso? Quanto non ti avrei abbracciato ad ogni frase in cui ti autoconvincevi di essere il più figo del bigoncio e a quelle in cui ti autodemolivi per paura di venir disintegrato? Quanto non ho ringraziato la piagnucolona Jeyne per averti spinto a recuperare quelle parti buone del vecchio Theon che erano andate perse assieme a quelle trascurabili? Quanto è stato commovente sentirti rispondere “Theon Greyjoy” davanti alle guardie che ti avevano chiesto se fossi Reek? E quanto è stato meraviglioso sentirti come sorridere di nuovo mentre facevi notare ad Asha come la storia si sia ripetuta a ruoli invertiti ed ora è stata lei a non riconoscerti?

Theon Greyjoy, sei il più vero e figo di tutti a Westeros. A questo punto non ha importanza sapere cosa il tuo creatore deciderà di fare di te: accopparti? Darti un’ulteriore opportunità di riscatto sottoponendoti quindi ad una nuova prova, perché, come hai detto al misterioso hooded man, “the gods are not done with me”? Sai, è talmente sadico che non si sa quale delle due opzioni sia preferibile. Quel che è certo è ti si vuol bene per davvero e che hai lasciato un segno in chi ti ha letto ed amato. What is dead may never die.

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