Pocapocalisse

Music / Laghetto, Il conguaglio (2005)

Il secondo album dei Laghetto, Pocapocalisse, è uno dei dischi che nel periodo della mia seconda adolescenza di sei anni fa mi è entrato più sottopelle e che ancora oggi trovo adatto ad accompagnare determinati momenti. Presente no, quelli in cui come Mimì Clementi ti chiedi come ne uscirai pulit* e profumat*. Quelli. Però non quelli in cui ti struggi e languisci, ma quelli in cui la situazione ti sta parecchio sul culo e non sai se sei più incazzata col mondo o con te stessa o, peggio, la tua incazzatura è rivolta contro un oggetto non meglio definito.
Più del disco precedente (Sonate in bu minore per quattrocento scimmiette urlanti) Pocapocalisse è l’emblema di questo mood. Almeno per me.
Assieme a Piovo, che chiude del disco (“Come bruciare quello che ti passa intorno in tre mosse provandone poi il rimorso: non è difficile, sai, perchè basta seguire i miei passi: io potrei tenere un corso.“) Il conguaglio è uno di quei pezzi che descrive tante cose e sensazioni che ricorrono e ritornano in maniera ciclica. Se fossi in vena di atti kamikaze potrei usarla come presentazione o risposta alla domanda “cosa ti contraddistingue rispetto agli altri?”. Poi hai voglia a star seduta e aspettare il conguaglio.

Bonus: nel 2013 è stato fatto un tributo ufficiale ai Laghetto, Il coraggio di essere suonati, in cui gli Inferno Sci-Fi Grind’n’Roll e Lili Refrain hanno fatto una cover de Il conguaglio. Eccola.

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